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“Questa è solo una leggenda metropolitana.
Ma… e se le leggende metropolitane
fossero vere?”

Alberto Costanzi, insegnante di matematica in un liceo di Pavia, si accorge che Elena, una sua nuova alunna, è in grado di prevedere avvenimenti più o meno significativi qualche istante prima che accadano. Appassionato di storie misteriose, Costanzi invita l’amica e collega Gabriella Longo a una conferenza dell’AICP, celebre associazione di scettici, dove i due incontrano l’ex fidanzato geloso della donna, Enrico Caporale, e fanno la conoscenza del dottor Valerio Carbone, investigatore del paranormale.

Nel frattempo Christian, il fratello di Elena, ha un grave incidente stradale mentre si trova in compagnia di Flavia, una ragazza che non è la sua fidanzata e che muore in seguito alle ferite riportate. Il giovane, invece, rimane in stato di coma. Fra i medici che lo visitano c’è la dottoressa Valeria Nassori, moglie di Carbone, che di nascosto svolge ricerche non autorizzate su alcuni pazienti.

Anche Christian, prima dell’incidente, stava compiendo un’indagine personale dai contenuti riservati; Elena, pur molto turbata dall’accaduto, decide di portarla avanti. I due ragazzi fanno parte di un gruppo di persone con capacità straordinarie che vengono tramandate di generazione in generazione: si tratta dei cosiddetti “Laghia”, le cui origini costituiscono il nucleo del mistero. Elena vorrebbe far luce su di esso avendo a disposizione i file del computer del fratello e un’enigmatica chiave a forma di stella che Christian portava con sé. Decide di farsi aiutare da Costanzi, a cui racconta quello che sa, e da Alessandro, il ragazzo di Flavia che nel frattempo si è fatto vivo con lei.

Costanzi si getta con entusiasmo nell’impresa. Ben presto, però, si accorge che le persone da lui contattate, presunti Laghia, fanno resistenza; anche Gabriella, a cui incautamente rivela la sua nuova attività, lo liquida prendendolo per un esaltato. Intanto Enrico, al corrente di tutta la vicenda avendo spiato Gabriella e gli altri protagonisti, mira al milione di dollari del “premio Randi”, messo a disposizione di chi riesca a dimostrare l’esistenza di un fenomeno paranormale. L’uomo trova il modo di far incontrare Elena con Carbone, che è responsabile delle selezioni per il premio, ma il piano non sembra funzionare.

In realtà, Valerio Carbone è lui stesso un Laghia ed è anch’egli in cerca di risposte sulla causa delle premonizioni. Sfruttando il suo ruolo nell’AICP, ha schedato un gruppo di individui, alcuni dei quali sono stati esaminati dalla moglie con la risonanza magnetica nucleare: a quanto pare, nei soggetti Laghia risulta un comportamento anomalo della corteccia cerebrale, mentre l’elettro-encefalogramma rivela una somiglianza fisiologica con i casi di epilessia.

L’indicazione di un non meglio precisato “baule”, trovata nelle e-mail di Christian, spinge Elena e Alessandro nella villa dei genitori di Flavia sul Lago Maggiore. Il baule viene ritrovato: al suo interno vi è una chiave a stella identica a quella che Christian aveva duplicato, unitamente alla citazione di una fantomatica “Porta Borromaica”.

La ricerca della Porta Borromaica si snoderà nel territorio pavese, con sviluppi insospettabili, e coinvolgerà uno dopo l’altro Alberto Costanzi, Gabriella (che nel frattempo si è ricreduta sul collega), Carbone e la moglie, Enrico Caporale (sempre sulle tracce degli altri personaggi), nonché Dana, una bellissima ragazza Laghia che circuisce Alessandro distogliendolo dal sodalizio con Elena.

La soluzione del mistero verrà alla luce poco per volta, risultando intrecciata alle vicende storiche di San Carlo Borromeo e a quelle dello scienziato del Settecento Lazzaro Spallanzani. Ciò che i protagonisti riusciranno a scoprire potrebbe essere importante per la guarigione di Christian.